lunedì 20 aprile 2009

Album della settimana: PAPERCUTS - YOU CAN HAVE WHAT YOU WANT




E' arrivata la primavera, e chi se ne è accorto?
Solitamente in questo periodo si va alla ricerca melodie fresche, vitali, che ci facciano risorgere dal letargo invernale, che ci pompino anche un po' facendo da perfette colonne sonore a interminabili pomeriggi nei parchi.
Ebbene ecco la nostra scelta settimanale, che di primaverile non ha niente, nessuna felicità e nemmeno spensieratezza, perche vi vogliamo rinchiudere in una triste stanza, buttandovi addosso secchiate di nostalgia, magistralmelancolicamente orchestrate da Jason Robert Quever, artista portante del progetto Papercuts alla seconda impresa ''You Can Have What You Want'', dopo ''Can't Go Back'.
Melodie malinconiche, nostalgiche, fragili come il cristallo, orchestrazioni minimali vibranti; roba di cui Bradford Cox dei Deerhunter ne andrà ghiotto.
I Papercuts ripescano le melodie degli anni novanta, aggiungendogli un tocco di vecchia epoca sconfinando più e più volte in territori psichedelici che dilatando il tempo, rinchiudendoci all'interno di un istante dai colori bui e opachi.
Si inizia con ''Once We Walked Into The Sunlight'' che introduce il carattere portante di tutto il disco con un organo e una sessione ritmica pulsante ma soffice, da cui si stacca e timidamente prende le redini una voce quasi fanciullesca, vestita di una leggiadra tristezza. Poi si prosegue a ritmi di dream-pop, gli episodi migliori si trovano in ''The Machine Will Tell Us So'' e nella lenta marcia ''Future Primitive'' che indisturbata si impossessa della nostra mente; da citare ci sono anche ''Jet Plane'' e ''The Void''. A chiudere il tutto non c'è la luce come alla fine di un tunnel, o se volete non fa comparsa il classico lieto fine delle fiabe, ''The Wolf'' è una struggente ballata che sfoga gli ultimi lamenti e ci lascia affondare nel mare più buio.

Voto: 4/5

Mp3 Diponibili In Rete

Future Primitive

You Can Have What You Want

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